Molte persone arrivano alla prima visita con un misto di aspettativa e timore: la paura di essere giudicate, di ricevere l'ennesima lista di divieti, o di uscire con un foglio uguale a quelli che non hanno funzionato in passato. Qui il punto di partenza è diverso.
La visita non è la consegna di una dieta: è il momento in cui capiamo cosa sta succedendo nel tuo corpo, prima di decidere qualsiasi cosa. Da quella comprensione nasce un percorso costruito su di te, non uno schema preconfezionato.
La prima visita, passo dopo passo
1 · L'ascolto e l'anamnesi
Si parte dalla tua storia. Raccolgo un'anamnesi clinica e nutrizionale accurata: la storia medica, gli esami già eseguiti, le terapie in corso, le abitudini alimentari, lo stile di vita, e naturalmente il motivo che ti ha portato qui. Quando servono, uso questionari validati per misurare i sintomi in modo oggettivo e poterne seguire l'andamento nel tempo, invece di affidarci al ricordo. È la fase in cui distinguo ciò che è clinicamente rilevante da ciò che non lo è.
2 · La valutazione della composizione corporea
In studio misuro la composizione corporea con l'esame impedenziometrico — e, quando serve, con l'analisi stratigrafica a ultrasuoni. Non è un dettaglio tecnico: sapere quanto del tuo peso è massa grassa e quanto massa muscolare cambia completamente la lettura della situazione e la direzione del percorso. È anche la ragione per cui questa parte richiede la presenza: sono dati che non si raccolgono a distanza.
3 · La lettura dei dati e il razionale
Metto insieme i dati clinici, gli esami del sangue e metabolici, la composizione corporea e i tuoi obiettivi reali. Insieme definiamo dove intervenire e con quale priorità. Ci tengo a spiegarti il perché di ogni scelta, con parole chiare: la consapevolezza è ciò che rende un percorso sostenibile nel tempo, non l'obbedienza a uno schema.
4 · Il piano, costruito sulla tua vita
Dal quadro nasce il piano alimentare e, se indicato, quello integrativo — elaborato dopo la visita e consegnato successivamente, perché costruirlo bene richiede tempo.
Qui c'è un punto a cui tengo molto: i piani che propongo non sono inventati. Sono sempre l'adattamento, sulla tua vita reale, di protocolli dietetici validati dalla letteratura scientifica e dalle linee guida. La personalizzazione lavora dentro quei binari, non al di fuori.
Perché personalizzare non significa inventare diete su misura di una moda, né accontentare a ogni costo: significa fare tutto il possibile per rendere un approccio validato davvero fattibile per te — tenendo conto del lavoro, dei pasti fuori casa, delle tue abitudini. Un piano rigoroso sulla carta ma impossibile da vivere non serve a nulla; ma nemmeno un piano piacevole che rinuncia a ciò che la scienza indica come efficace. Il mio lavoro sta esattamente nel far incontrare le due cose.
Perché misurare
Nella nutrizione funzionale si utilizzano esami mirati a valutare come il corpo assimila i nutrienti e come il metabolismo li utilizza davvero. Le basi restano indispensabili e vengono per prime: la valutazione antropometrica e clinica, l'impedenziometria, un'anamnesi alimentare accurata con questionari validati e i classici esami del sangue.
A volte, però, può essere utile andare oltre. Esistono per questo esami di secondo livello — come il breath test per lattosio, fruttosio o per la sovraccrescita batterica intestinale (SIBO), o le valutazioni su infiammazione, permeabilità e disbiosi intestinale, o il DAO-test nel sospetto di intolleranza all'istamina. Sono strumenti che considero solo quando aggiungono qualcosa di concreto alla decisione, mai come pacchetto standard, e sempre a supporto della valutazione clinica — non al posto suo.
Il senso di fondo è uno: misurare — che sia la composizione corporea o un valore ematico — significa avere un dato oggettivo da cui partire, e da poter ricontrollare nel tempo. È così che capiamo se il lavoro sta funzionando, se un problema si è risolto, o se l'intervento va rivisto.
Gli strumenti che uso in studio
L'esame impedenziometrico (BIA)
Utilizzo una BIA 101 Akern, uno strumento validato e certificato per la valutazione della composizione corporea. L'esame dura meno di cinque minuti ed è del tutto indolore.
Piccole raccomandazioni per una misurazione accurata: nel giorno dell'esame è preferibile indossare calze corte anziché collant, non applicare creme o oli sul dorso di mani e piedi, ed evitare attività fisica intensa nelle ore immediatamente precedenti.
L'analisi stratigrafica a ultrasuoni
In alcune situazioni utilizzo anche un sistema a ultrasuoni (Bodymetrix) che misura in modo oggettivo i tessuti sottocutanei — adipe e muscolo — in punti specifici del corpo, e ne segue le variazioni nel tempo. È particolarmente utile quando serve cogliere anche piccoli cambiamenti nella composizione corporea, come nella malnutrizione, nei disturbi del comportamento alimentare, nella sarcopenia o nel lipedema.
La visita è l'inizio, non il traguardo
Il percorso nutrizionale non è un insieme di indicazioni consegnate una volta e basta: è un processo clinico condiviso, costruito sui dati e sulla persona. Il rapporto diretto e continuativo permette un monitoraggio costante e un adattamento del piano in base a come rispondi e all'evoluzione del quadro clinico.
Quando è utile, il percorso può includere anche il supporto di una counselor professionista, che affianca il lavoro nutrizionale sugli aspetti motivazionali e sul cambiamento delle abitudini — perché spesso non è la conoscenza a mancare, ma il modo di tradurla in scelte quotidiane sostenibili.
E se non serve la presenza?
In alcuni casi la valutazione della composizione corporea non è necessaria: quando il lavoro è centrato sulle indicazioni nutrizionali e sull'integrazione, e non su un piano alimentare grammato, la consulenza online è un'opzione concreta, condotta con lo stesso rigore clinico della visita in studio.
La differenza è nel risultato: la visita in presenza permette di elaborare un piano alimentare dettagliato e personalizzato, anche con obiettivi di composizione corporea; la consulenza online fornisce una valutazione, indicazioni alimentari e una terapia integrativa mirata, senza una dieta grammata. Nel dubbio su quale scegliere, scrivimi a studio@silviaambrogio.com e lo valutiamo insieme.
Contenuto a scopo informativo. Gli esami di secondo livello vengono eseguiti presso laboratori accreditati e proposti solo quando aggiungono elementi utili alla decisione clinica.